(ossia, come togliersi le
voglie senza pagare la villa al mare del proprio negoziante di fiducia)
Nota del redattore
Noterete che nelle righe che seguono il mio abituale stile scherzoso
lascia spazio ad una analisi più seria.Spero che questo non vi annoi.
Il fatto è che ritengo che su sé stessi si possa scherzare, mentre
non è né giusto, né tantomeno corretto farlo sugli altri o sul lavoro degli altri. Mi
permetterò di esprimere opinioni che ho potuto consolidare in diversi mesi di test
operati su vari modelli guidati da varie persone, opinioni quindi che hanno per molti
versi il valore di un giudizio ma pur sempre opinioni. Ed ora
in scena !
Cari amici modellisti, rieccomi dopo un lungo periodo di latitanza, a
parlarvi di un fenomeno che sta invadendo il nostro mondo dopo tanti e tanti anni di
purgatorio, la scala 1 a 10. E incredibile ma il solco segnato dalla
diffusione dei modelli Kyosho Pure Ten e Super Ten ha fatto si che molte case
rispolverassero vecchi progetti o modelli lasciati un po a sè stessi per fare
fronte alle sempre più numerose richieste degli appassionati.
Andiamo per gradi.
Già da alcuni anni il catalogo Kyosho offre delle scatole di montaggio
dal prezzo abbordabile che, arricchite con pochi optional, sono in grado di offrire
modelli decisamente interessanti ai fini delle prestazioni e del divertimento.
Oggi, con lo sviluppo e la diffusione, questa categoria di "bei
giocattoli" assurge di diritto ai livelli più alti del modellismo agonistico.
Come dicevo, una nicchia di mercato come questa non poteva lasciare
indifferenti le case più rinomate del settore quali Serpent, Picco, HPI, ecc. che non
hanno tardato a mettere in campo i loro prodotti.
Teniamo tuttavia presente che questi ultimi modelli si propongono come
articoli di vertice di categoria almeno tanto quanto le consorelle in scala 1/8 e quindi
su un piano diverso dalle Kyosho.
Per ora vi voglio parlare della Kyosho Pure Ten 4 WD, un modello che ho
potuto conoscere in questi mesi e che, come anticipavo, mi ha dato moltissime
soddisfazioni.
Si deve partire dal presupposto che sono modelli spinti da un motore di
1,8 cm cubi.Questo non significa scarsità di prestazioni anzi, ma orienta
lappassionato sul non aspettarsi le accelerazioni furibonde e le velocità di picco
dei più sviluppati (e complessi) motori da 3.5 cm.
La realtà è che sono macchine velocissime e scattanti a patto che
vengano messe nelle condizioni di farlo.
Quindi sapete fin da ora che non è possibile prescindere
dallacquisto di alcuni optional che andremo ora ad analizzare per passare poi ad
alcuni consigli per il miglior utilizzo di questo modello:
Elenco degli accessori
Marmitta a risonanza: è
decisamente più un "must" che un optional. Aumenta di almeno il 20 per cento le
prestazioni del motore e dona al modello un rumorino più appagante del fin toppo civile
"sospiro" del marmittino di serie.
La Kyosho la offre (completa di collettore, silicone e supportino) a
circa 110.000 lirette svalutate, tutto sommato un prezzo allineato alla media.
Tendicinghia: lo considero il passo
successivo alla marmitta, non da nulla in termini prestazionali, molto in termini di
durata della cinghietta primaria. 30.000 Lire spese bene.
Cambio : è una figata. Ben
costruito, ben rapportato, estremamente facile da tarare. E incredibile come si
riesca a travestire da giocattolo un accessorio che non vi darà mai problemi e sempre
soddisfazioni. A gratificare lo spirito dopo il cronometro, è il sistema stesso del
cambio.
E identico a quello delle BMT Active (col dente tarato per uscire
a un certo numero di giri), dà una splendida sensazione di "cambio
sequenziale": secco e senza incertezze. Non rimpiangere nessuna delle 110/120.000
Lire che costa.
Con questi pochi e tutto sommato economici optional la
macchina è già a un livello tale da non sentire il bisogno di altro
ma noi siamo
dei grandi e vogliamo sapere di più su ciò che ci offre la prestigiosa casa
giapponese
Telaio Racing: si tratta del
clone del telaio di serie aumentato nello spessore. Limpressione che ne ho tratto
utilizzandolo è che sia più bello che utile. Il maggior peso secondo me influenza
negativamente leccellente equilibrio del modello di scatola.
Aumenta la rigidità e la guida diviene si più precisa, ma il modello
sembra perdere in agilità.
(EQUILIBRIO ritengo sia la parola dordine, la miglior didascalia
per questo modello, nulla è esasperato, tutto è bilanciato per offrire, accanto alle
prestazioni, unaffidabilità e una robustezza globale invidiabile).
Giunti omocinetici: se
proprio vi piacciono, li consiglio sullavantreno. Io personalmente ho preferito
rinunciarvi, deviando il budget necessario su altri, secondo me più utili, accessori.
Ammortizzatori Racing:
sono realizzati in alluminio anodizzato, disponibili in due versioni di diversa lunghezza.
Sono bellissimi e scorrevoli grazie al trattamento al teflon sulla superficie interna.
Dalla loro hanno la maggior robustezza e inalterabilità nel tempo. Li consiglio a chi è
disposto a spendere le 160.000 Lire necessarie per la batteria di 4 pezzi, a tutti gli
altri dico che gli ammortizzatori di scatola funzionano benissimo.
N.B. lolio siliconico di scatola è troppo poco viscoso, sulla
scorta delle esperienze fatte suggerisco un olio da 250 sullanteriore e da 350 sul
posteriore).
Come al solito questi valori, pur se affidabili, sono indicativi e
possono essere aumentati in base alla temperatura.
Freno a disco in metallo:
se non avesse dato problemi di fusione del perno che lo ancora allalbero, dovuta
alla trasmissione meccanica del calore generato dalle frenate, lo avrei senzaltro
messo nella categoria dei "necessori" (accessori necessari). Cè a
catalogo, è come tutto il resto molto ben fatto, dotato di pinze e pastiglie di ferodo.
Funziona bene ma per evitare di fondere tutto è necessario acquistare il supportino in
alluminio dal costo francamente assurdo.
Il consiglio che mi sento di dare è quello di tenere il freno di
serie, magari facendolo sovrintendere da un servo serio (senza svenarsi, un Graupner 5008
va da Dio).
Barre antirollio: servono
e non servono. Chi ne esalta gli effetti esagera. Lo ritengo un altro degli optional da
tenere in fondo alla nota spese.
Giunti regolabili: i
vantaggi (reali, non fittizi) che offrono, a meno che non siate molto esperti, non sono
proporzionali alle rogne di ritorno che creano in caso di errore. I braccetti fissi di
scatola sono sicuramente riduttivi ma affidabili.
Particolari in carbonio:
se leffetto "racing" che offrono vi ripaga del prezzo sapete che in più
offrono una maggiore rigidità al sistema.
Salvaservo rinforzato:
dopo un certo periodo quello di serie francamente perde la sua elasticità. Consigliabile
soprattutto se, come la macchina merita, adottate un servo sullo sterzo da 5 Kg.
Gomme: un capitolo a parte deve
essere riservato alle gomme.
Quelle di scatola vanno già abbastanza bene anzi, ho più di un amico
che le preferisce a qualsiasi alternativa.
Personalmente non ho provato tutte quelle dedicate a questa categoria
proprio perché con le gomme originali Kyosho strette (spessore battistrada circa
22 mm) telate ho avuto un risultato in termini di tenuta durata e velocità di
punta che non mi ha spinto a ulteriori ricerche e test.
In assoluto il massimo lo ho ottenuto con la mescola 25 al retrotreno e
40 allavantreno. Lunico neo di queste gomme è il costo francamente alto, lo
stesso vale per i cerchi.
Un particolare importantissimo è il riempimento.
Lasciate perdere quello originale in spugna e procuratevi il riempimento BLU della M1.
Si tratta di un anello in neoprene molto denso. La mescola blu è la
intermedia tra quelle disponibili e la più versatile.
La parte interna di questo anello va leggermente abrasa e i bordi vanno
tagliati di circa 1,5 mm in modo tale da essere alloggiato allinterno della gomma e
nel cerchio.
La correttezza di queste operazioni sarà evidente fin da subito
poiché solo in questo caso il profilo del pneumatico rimarrà indeformato.
Eventualmente potete procedere per approssimazioni successive senza
incollare il pneumatico.
E un lavoro che si fa una volta sola dato che, quando la gomma
sarà consumata e da sostituire, potrete tagliarla estraendo la "mousse" e
buttando via la sola gomma dopo averla staccata dal cerchio facendola bollire.
Le gomme così montate danno senzaltro in meglio di sé durando
tantissimo e permettendo un assetto corretto.
Infatti se si usa la spugna di serie, questa conferisce alla gomma
capacità di assorbimento delle asperità che riducono drasticamente il lavoro delle
sospensioni facendo "rimbalzare" il modello.
Se invece vi trovate a correre su piazzali o su fondi a grana grossa,
il consiglio che mi sento di darvi è quello di usare le gomme M1 (economicissime).
Anche queste vengono offerte sia strette che larghe.
Per questa situazione non cè una regola per tutti; molti si
trovano meglio con le une, altri con le altre, alcuni preferiscono la mousse
allinterno, altri preferiscono la spugna
Qui sono davvero lo stile di guida e la qualità del fondo a
determinare le scelte.Tanto per fare un esempio: io che normalmente cerco di tenere la
macchina piuttosto rigida in unoccasione ho montato le gomme M1 larghe con la
spugnetta per correre in un piazzale dallasfaltatura molto fine ma coperta da un
sottile velo sabbioso.
La carrozzeria: le
carrozzerie Kyosho sono vere e proprie opere darte per i particolari, la
raffinatezza degli accessori e delle decal. Meritano la massima cura nel corso della
verniciatura (vedi lart. sulla carrozzeria).
Un grosso aiuto è dato dal fatto che sono protette da una pellicola
protettiva esterna e dalla presenza di adesivi per la mascheratura dei vetri (e sappiamo
cosa significa in termini di precisione del risultato e di tempo).
Da punto di vista delluso, la carrozzeria più performante e
senzaltro quella della Porsche GTR 1 ma anche la Mc Laren va molto bene.
Lalettone è ben fatto e regolabile. Vi consiglio tuttavia
di sostituire le viti autofilettanti che lo bloccano sui supporti mettendo al loro posto
delle viti passanti meglio se con delle rondelle "grover" o "a
corona". Questo piccolo accorgimento eviterà che vibrazioni o urti
spostino linclinazione dellalettone mutando la deportanza da voi scelta in
relazione al tracciato.