KYOSHO PURE TEN

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KYOSHO PURE TEN

( a cura di Paolo Foggiato)

(ossia, come togliersi le voglie senza pagare la villa al mare del proprio negoziante di fiducia)

Nota del redattore

Noterete che nelle righe che seguono il mio abituale stile scherzoso lascia spazio ad una analisi più seria.Spero che questo non vi annoi.

Il fatto è che ritengo che su sé stessi si possa scherzare, mentre non è né giusto, né tantomeno corretto farlo sugli altri o sul lavoro degli altri. Mi permetterò di esprimere opinioni che ho potuto consolidare in diversi mesi di test operati su vari modelli guidati da varie persone, opinioni quindi che hanno per molti versi il valore di un giudizio ma pur sempre opinioni. Ed ora…in scena !

 

Cari amici modellisti, rieccomi dopo un lungo periodo di latitanza, a parlarvi di un fenomeno che sta invadendo il nostro mondo dopo tanti e tanti anni di purgatorio, la scala 1 a 10.  E’ incredibile ma il solco segnato dalla diffusione dei modelli Kyosho Pure Ten e Super Ten ha fatto si che molte case rispolverassero vecchi progetti o modelli lasciati un po’ a sè stessi per fare fronte alle sempre più numerose richieste degli appassionati.

Andiamo per gradi.

Già da alcuni anni il catalogo Kyosho offre delle scatole di montaggio dal prezzo abbordabile che, arricchite con pochi optional, sono in grado di offrire modelli decisamente interessanti ai fini delle prestazioni e del divertimento.

Oggi, con lo sviluppo e la diffusione, questa categoria di "bei giocattoli" assurge di diritto ai livelli più alti del modellismo agonistico.

Come dicevo, una nicchia di mercato come questa non poteva lasciare indifferenti le case più rinomate del settore quali Serpent, Picco, HPI, ecc. che non hanno tardato a mettere in campo i loro prodotti.

Teniamo tuttavia presente che questi ultimi modelli si propongono come articoli di vertice di categoria almeno tanto quanto le consorelle in scala 1/8 e quindi su un piano diverso dalle Kyosho.

Per ora vi voglio parlare della Kyosho Pure Ten 4 WD, un modello che ho potuto conoscere in questi mesi e che, come anticipavo, mi ha dato moltissime soddisfazioni.

Si deve partire dal presupposto che sono modelli spinti da un motore di 1,8 cm cubi.Questo non significa scarsità di prestazioni anzi, ma orienta l’appassionato sul non aspettarsi le accelerazioni furibonde e le velocità di picco dei più sviluppati (e complessi) motori da 3.5 cm.

La realtà è che sono macchine velocissime e scattanti a patto che vengano messe nelle condizioni di farlo.

Quindi sapete fin da ora che non è possibile prescindere dall’acquisto di alcuni optional che andremo ora ad analizzare per passare poi ad alcuni consigli per il miglior utilizzo di questo modello:

 

Elenco degli accessori

 

Marmitta a risonanza: è decisamente più un "must" che un optional. Aumenta di almeno il 20 per cento le prestazioni del motore e dona al modello un rumorino più appagante del fin toppo civile "sospiro" del marmittino di serie.

La Kyosho la offre (completa di collettore, silicone e supportino) a circa 110.000 lirette svalutate, tutto sommato un prezzo allineato alla media.

 

Tendicinghia: lo considero il passo successivo alla marmitta, non da nulla in termini prestazionali, molto in termini di durata della cinghietta primaria. 30.000 Lire spese bene.

Cambio : è una figata. Ben costruito, ben rapportato, estremamente facile da tarare. E’ incredibile come si riesca a travestire da giocattolo un accessorio che non vi darà mai problemi e sempre soddisfazioni. A gratificare lo spirito dopo il cronometro, è il sistema stesso del cambio.

E’ identico a quello delle BMT Active (col dente tarato per uscire a un certo numero di giri), dà una splendida sensazione di "cambio sequenziale": secco e senza incertezze. Non rimpiangere nessuna delle 110/120.000 Lire che costa.

 

 Con questi pochi e tutto sommato economici optional la macchina è già a un livello tale da non sentire il bisogno di altro…ma noi siamo dei grandi e vogliamo sapere di più su ciò che ci offre la prestigiosa casa giapponese…

Telaio Racing: si tratta del clone del telaio di serie aumentato nello spessore. L’impressione che ne ho tratto utilizzandolo è che sia più bello che utile. Il maggior peso secondo me influenza negativamente l’eccellente equilibrio del modello di scatola.

Aumenta la rigidità e la guida diviene si più precisa, ma il modello sembra perdere in agilità.

(EQUILIBRIO ritengo sia la parola d’ordine, la miglior didascalia per questo modello, nulla è esasperato, tutto è bilanciato per offrire, accanto alle prestazioni, un’affidabilità e una robustezza globale invidiabile).

Giunti omocinetici: se proprio vi piacciono, li consiglio sull’avantreno. Io personalmente ho preferito rinunciarvi, deviando il budget necessario su altri, secondo me più utili, accessori.

Ammortizzatori Racing: sono realizzati in alluminio anodizzato, disponibili in due versioni di diversa lunghezza. Sono bellissimi e scorrevoli grazie al trattamento al teflon sulla superficie interna. Dalla loro hanno la maggior robustezza e inalterabilità nel tempo. Li consiglio a chi è disposto a spendere le 160.000 Lire necessarie per la batteria di 4 pezzi, a tutti gli altri dico che gli ammortizzatori di scatola funzionano benissimo.

N.B. l’olio siliconico di scatola è troppo poco viscoso, sulla scorta delle esperienze fatte suggerisco un olio da 250 sull’anteriore e da 350 sul posteriore).

Come al solito questi valori, pur se affidabili, sono indicativi e possono essere aumentati in base alla temperatura.

Freno a disco in metallo: se non avesse dato problemi di fusione del perno che lo ancora all’albero, dovuta alla trasmissione meccanica del calore generato dalle frenate, lo avrei senz’altro messo nella categoria dei "necessori" (accessori necessari). C’è a catalogo, è come tutto il resto molto ben fatto, dotato di pinze e pastiglie di ferodo. Funziona bene ma per evitare di fondere tutto è necessario acquistare il supportino in alluminio dal costo francamente assurdo.

Il consiglio che mi sento di dare è quello di tenere il freno di serie, magari facendolo sovrintendere da un servo serio (senza svenarsi, un Graupner 5008 va da Dio).

Barre antirollio: servono e non servono. Chi ne esalta gli effetti esagera. Lo ritengo un altro degli optional da tenere in fondo alla nota spese.

Giunti regolabili: i vantaggi (reali, non fittizi) che offrono, a meno che non siate molto esperti, non sono proporzionali alle rogne di ritorno che creano in caso di errore. I braccetti fissi di scatola sono sicuramente riduttivi ma affidabili.

Particolari in carbonio: se l’effetto "racing" che offrono vi ripaga del prezzo sapete che in più offrono una maggiore rigidità al sistema.

Salvaservo rinforzato: dopo un certo periodo quello di serie francamente perde la sua elasticità. Consigliabile soprattutto se, come la macchina merita, adottate un servo sullo sterzo da 5 Kg.

Gomme: un capitolo a parte deve essere riservato alle gomme.

Quelle di scatola vanno già abbastanza bene anzi, ho più di un amico che le preferisce a qualsiasi alternativa.

Personalmente non ho provato tutte quelle dedicate a questa categoria proprio perché con le gomme originali Kyosho strette (spessore battistrada circa 22 mm) telate ho avuto un risultato in termini di tenuta durata e velocità di punta che non mi ha spinto a ulteriori ricerche e test.

In assoluto il massimo lo ho ottenuto con la mescola 25 al retrotreno e 40 all’avantreno. L’unico neo di queste gomme è il costo francamente alto, lo stesso vale per i cerchi.

Un particolare importantissimo è il riempimento. Lasciate perdere quello originale in spugna e procuratevi il riempimento BLU della M1.

Si tratta di un anello in neoprene molto denso. La mescola blu è la intermedia tra quelle disponibili e la più versatile.

La parte interna di questo anello va leggermente abrasa e i bordi vanno tagliati di circa 1,5 mm in modo tale da essere alloggiato all’interno della gomma e nel cerchio.

La correttezza di queste operazioni sarà evidente fin da subito poiché solo in questo caso il profilo del pneumatico rimarrà indeformato.

Eventualmente potete procedere per approssimazioni successive senza incollare il pneumatico.

E’ un lavoro che si fa una volta sola dato che, quando la gomma sarà consumata e da sostituire, potrete tagliarla estraendo la "mousse" e buttando via la sola gomma dopo averla staccata dal cerchio facendola bollire.

Le gomme così montate danno senz’altro in meglio di sé durando tantissimo e permettendo un assetto corretto.

Infatti se si usa la spugna di serie, questa conferisce alla gomma capacità di assorbimento delle asperità che riducono drasticamente il lavoro delle sospensioni facendo "rimbalzare" il modello.

Se invece vi trovate a correre su piazzali o su fondi a grana grossa, il consiglio che mi sento di darvi è quello di usare le gomme M1 (economicissime).

Anche queste vengono offerte sia strette che larghe.

Per questa situazione non c’è una regola per tutti; molti si trovano meglio con le une, altri con le altre, alcuni preferiscono la mousse all’interno, altri preferiscono la spugna…

Qui sono davvero lo stile di guida e la qualità del fondo a determinare le scelte.Tanto per fare un esempio: io che normalmente cerco di tenere la macchina piuttosto rigida in un’occasione ho montato le gomme M1 larghe con la spugnetta per correre in un piazzale dall’asfaltatura molto fine ma coperta da un sottile velo sabbioso.

La carrozzeria: le carrozzerie Kyosho sono vere e proprie opere d’arte per i particolari, la raffinatezza degli accessori e delle decal. Meritano la massima cura nel corso della verniciatura (vedi l’art. sulla carrozzeria).

Un grosso aiuto è dato dal fatto che sono protette da una pellicola protettiva esterna e dalla presenza di adesivi per la mascheratura dei vetri (e sappiamo cosa significa in termini di precisione del risultato e di tempo).

Da punto di vista dell’uso, la carrozzeria più performante e senz’altro quella della Porsche GTR 1 ma anche la Mc Laren va molto bene.

L’alettone è ben fatto e regolabile. Vi consiglio tuttavia di sostituire le viti autofilettanti che lo bloccano sui supporti mettendo al loro posto delle viti passanti meglio se con delle rondelle "grover" o "a corona".   Questo piccolo accorgimento eviterà che vibrazioni o urti spostino l’inclinazione dell’alettone mutando la deportanza da voi scelta in relazione al tracciato.

 

    

 

 

 

 

Marmitta a risonanza
Tendicinghia
Cambio
Telaio Racing
Giunti Omocinetici
Ammortizzatori
Freno a disco
Barre antirollio
Giunti regolabili
Particolari in carbonio
Salvaservo
Gomme
La carrozzeria

 

 

  Inizio Pag.

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